(ANSA) - ASSISI (PERUGIA), 15 APR - Molte persone si sono allontanate oggi oggi dalla Chiesa istituzionale. E' compito dei francescani riportarle alla Chiesa attraverso Gesù: è quanto ha sostenuto padre padre Raniero Cantalamessa, predicatore apostolico della Santa sede, in apertura del Capitolo internazionale delle stuoie che riunisce ad Assisi le quattro Famiglie francescane. Francesco si assunse il compito di raggiungere le masse popolari - ha detto il francescano, dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini - che la Chiesa gerarchica non poteva assolvere, neppure mediante il suo clero secolare. Lo fece senza spirito né polemico né apologetico. "Per motivi diversi da allora (ma non del tutto!) - ha proseguito - anche oggi le masse si sono alienate dalla Chiesa istituzionale. Si è creato un fossato.
Molta gente non è più in grado di arrivare a Gesù attraverso la Chiesa; bisogna aiutarla ad arrivare alla Chiesa attraverso Gesù, ripartendo da Lui e dal Vangelo. Non si accetta Gesù per amore della Chiesa, ma si può accettare la Chiesa per amore di Gesù". "Ecco un compito proprio dei francescani - ha affermato padre Cantalamessa - siamo in una posizione unica per farlo. Ci predispone a questo ruolo l'eredità del nostro padre Francesco, l'immenso patrimonio di credibilità che si è acquistato presso l'umanità intera. La sua intuizione di una fraternità universale, che si estende a tutte le creature, accompagnata dalla scelta della minorità, fanno di lui e dei suoi seguaci i fratelli di tutti, i nemici di nessuno, i compagni degli ultimi. La scelta di papa Giovanni Paolo II, di Assisi, come luogo di incontro delle religioni, e innumerevoli altre iniziative sono un segno di questa vocazione dei figli di Francesco". "La condizione per poter svolgere questo compito di ponte tra la Chiesa e il mondo è avere, come Francesco, un profondo amore e fedeltà alla Chiesa e un profondo amore e solidarietà con il mondo, soprattutto il mondo degli umili.
Un mezzo non trascurabile - ha osservato - è anche il nostro saio francescano. Attraverso di esso, Francesco si fa presente anche visibilmente agli uomini d'oggi". (ANSA). - Clicca qui per il testo della relazione di Cantalamessa - file pdf
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GIOVEDI' 16 - Ore 9,30 “La Regola e la vita dei Frati Minori è questa: osservare…”.
Tavola rotonda: Coordina Francesco Giorgino, giornalista di Rai Uno. Interventi di:
S. E. Mons. Agostino Gardin, OfmConv e Segretario della Sacra Congregazione per la Vita Consacrata: “Sempre siano fedeli e sottomessi ai prelati e a tutti i chierici della santa madre Chiesa” (FF. 135) -- Clicca qui per il testo pdf -- Clicca qui per scaricare il file mp3 --
qui sotto il player per ascoltare i tre interventi (scegli dal menù a tendina l'intervento che desideri e clicca sul 'play' triangolare...):
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VENERDI' 17 -
Ore 8,45 Celebrazione delle Lodi. Presiede fr Mauro Jöhri, Ministro generale dei Frati Minori Cappuccini; -- Meditazione di Suor Angela Emanuela Scandella, clarissa e Abbadessa Monastero S. Lucia di Foligno: “Il Signore, concesse a me, frate Francesco, d’incominciare così a far penitenza...” (FF. 110 - Test 1); clicca qui per scaricare il file mp3, qui sotto il solito player per ascoltare on-line la meditazione della sorella clarissa:
Ore 17,30 Concelebrazione eucaristica nella Basilica Superiore. Presiede S. Em. Card. Claudio Hummes, Ofm, Prefetto della Sacra Congregazione per il Clero.
omelia di fr. José Rodríguez Carballo, Ministro generale Ofm e Presidente di turno dei Ministri generali - clicca qui per scaricare il file mp3 -
qui sotto il solito player per ascoltare on-line il saluto di Maria Emmaus Voce e l'omelia di fr. José Rodríguez Carballo -
Ore 12,00 Udienza con il Santo Padre Benedetto XVI e rinnovo della professione da parte dei Ministri generali nelle mani del Santo Padre. Saranno presenti le varie componenti francescane.
Saluto al papa da parte di fr. José Rodríguez Carballo, Ministro generale Ofm e Presidente di turno dei Ministri generali - clicca qui per scaricare il file mp3 -
qui sotto il solito player per ascoltare on-line il saluto di fr. Carballo e il messaggio del papa:
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Religiosi e religiose dei quattro Ordini francescani in udienza dal Papa
a 800 anni dall'approvazione della prima Regola da parte di Innocenzo III
- servizio giornalistico di Radio Vaticana, sabato 18 aprile 2009 - clicca qui per scaricare il file mp3
Tremila religiosi dei quattro Ordini che compongono la Famiglia francescana sono stati ricevuti questa mattina in udienza da Benedetto XVI a Castel Gandolfo. L’occasione: la conclusione del cosiddetto “Capitolo delle stuoie”, celebrato ad Assisi, durante il quale tutti i Francescani e le Francescane hanno riflettuto sul carisma del loro fondatore a 800 anni dalla prima approvazione della Regola. Siate i “testimoni della bellezza di Dio”, è stato uno degli inviti del Papa ai religiosi. Il servizio di Alessandro De Carolis:
“…Poi, compiuto il Capitolo detto delle Stuoie presso Santa Maria della Porziuncola, al quale intervennero cinquemila fratelli, Santo Francesco confortandoli tutti in bene (…) con la benedizione di Dio e la sua li mandò alle loro province tutti consolati di letizia spirituale”. E’ la scena descritta in uno dei Fioretti del Poverello d’Assisi: a migliaia, già 800 anni fa, i frati accampati sotto delle stuoie - perché era impossibile dare un tetto a tutti - radunati in ascolto delle parole di Francesco.
Hanno voluto rivivere quell’esperienza i frati del terzo millennio, sotto un tendone allestito all’esterno della Chiesa della Porziuncola dal 15 aprile a oggi, per poi concludere il loro ritiro in Vaticano dal “Signor Papa”. Benedetto XVI ha usato questa tipica espressione di San Francesco accogliendo con gioia e parole di grande stima circa tremila religiosi e religiose dei quattro Ordini francescani. “Sono passati ottocento anni, e quella dozzina di Frati è diventata una moltitudine, disseminata in ogni parte del mondo”, ha ricordato il Papa riferendosi al viaggio che Francesco e i suoi primi compagni fecero a Roma, ottenendo da Innocenzo III l’approvazione orale della prima Regola. Un fatto, ha osservato il Pontefice, che dimostra come carsima e istituzione siano "sempre complemnetari per l'edificazione della Chiesa":
“Francesco avrebbe potuto anche non venire dal Papa. Molti gruppi e movimenti religiosi si andavano formando in quell’epoca, e alcuni di essi si contrapponevano alla Chiesa come istituzione, o per lo meno non cercavano la sua approvazione. (…) Invece egli pensò subito a mettere il cammino suo e dei suoi compagni nelle mani del Vescovo di Roma, il Successore di Pietro. Questo fatto rivela il suo autentico spirito ecclesiale. Il piccolo ‘noi’ che aveva iniziato con i suoi primi frati lo concepì fin dall’inizio all’interno del grande ‘noi’ della Chiesa una e universale”.
“Dal piccolo ruscello sgorgato ai piedi del Monte Subasio, si è formato un grande fiume, che ha dato un contributo notevole alla diffusione universale del Vangelo”, ha riconosciuto Benedetto XVI, che si è soffermato sull’estrema aderenza tra la vita e lo stile di Cristo e quello che il Santo di Assisi incarnò durante la sua vita:
“E qui veniamo al punto che sicuramente sta al centro di questo nostro incontro. Lo riassumerei così: il Vangelo come regola di vita. ‘La Regola e vita dei frati minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo’: così scrive Francesco all’inizio della Regola bollata. Egli comprese se stesso interamente alla luce del Vangelo. Questo è il suo fascino. Questa la sua perenne attualità”.
Ma l’attualità di un carisma ha tuttavia bisogno di essere sempre riscoperta. Il Papa ha invitato “ogni fratello” e “ogni sorella” francescani a custodire, sull’esempio del Serafico Padre, “un animo contemplativo, semplice e lieto”. E come Francesco seppe celebrarla nel suo Cantico, anche voi, ha detto il Pontefice ai Francescani - che al termine dell'udienza hanno rinnovato le loro promesse - “siate testimoni della ‘bellezza’ di Dio”:
“Come Francesco e Chiara d’Assisi, anche voi impegnatevi a seguire sempre questa stessa logica: perdere la propria vita a causa di Gesù e del Vangelo, per salvarla e renderla feconda di frutti abbondanti”.
Infine una esortazione, col la quale Benedetto XVI ha legato uno degli episodi dell’antica conversione di San Francesco a uno degli avvenimenti più recenti che hanno segnato la cronaca e la coscienza collettiva degli italiani:
“Nei giorni scorsi, il terremoto che ha colpito l’Abruzzo ha danneggiato gravemente molte chiese, e voi di Assisi sapete bene che cosa questo significhi. Ma c’è un’altra “rovina” che è ben più grave: quella delle persone e delle comunità! Come Francesco, cominciate sempre da voi stessi. Siamo noi per primi la casa che Dio vuole restaurare”.
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Il Presidente Napolitano ha ricevuto una delegazione delle Famiglie Francescane
in occasione dell'800° anniversario dell'Ordine
Data: 18-04-2009 - Descrizione: Il Presidente Napolitano ha ricevuto una delegazione delle Famiglie Francescane in occasione dell'800° anniversario dell'Ordine -- C o m u n i c a t o : <<Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto nel pomeriggio nella Tenuta di Castelporziano una delegazione delle Famiglie Francescane guidata dai Ministri generali in occasione dell'800° anniversario di fondazione dell'Ordine.
Dopo gli interventi del Custode del Sacro Convento di Assisi, Frate Giuseppe Piemontese, del Ministro generale dell'Ordine dei Frati Minori, Frate Josè Rodriguez Carballo, e del Presidente della Conferenza Italiana dei Frati Minori Cappuccini, Frate Aldo Broccato, il Presidente Napolitano ha rivolto un indirizzo di saluto.
Nel corso dell'incontro è stata consegnata al Capo dello Stato "La lettera ai Reggitori dei Popoli" che San Francesco rivolse "ai podestà, consoli, giudici, reggitori di ogni parte del mondo". Roma, 18 aprile 2009
www.ofm.org [Frati Minori], 18 aprile 2009 - Messaggio di saluto al Presidente della Repubblica italiana (Italiano) - CASTEL PORZIANO, 18 APRILE 2009
Signor Presidente, a nome della grande Famiglia Francescana sono lieto di porgerle oggi il saluto di san Francesco: il Signore le dia Pace!
Desidero anzitutto ringraziarla per averci ricevuto. La sua accoglienza è per noi il segno dell’accoglienza che san Francesco d’Assisi e tutta la Famiglia Francescana hanno sempre avuto dagli italiani lungo i secoli. Qui siamo nati e da qui siamo partiti per andare in tutto il mondo. Qui oggi siamo voluti tornare per ritrovare le nostre origini, le nostre radici, e dire grazie per questa meravigliosa sto-ria che in Italia dura da otto secoli.
Figlio illustre e patrono di questa terra, infatti, il nostro Fondatore, proprio otto secoli fa lasciò Assisi, accompagnato da pochi com-pagni, per recarsi a Roma e chiedere al “signor Papa” l’approvazione della forma di vita che il Signore gli aveva rivelato. Da quel giorno, il messaggio del santo iniziò a diffondersi fuori dai confini della piccola città umbra, portando sempre a tutti una parola di salvezza e di speranza.
Quel piccolo uomo, provvisto solo del Vangelo, attraversò instancabilmente le terre d’Italia e d’Europa, spingendosi fin nella Terra Santa, facendosi vicino ai più poveri e agli esclusi della società, volendo vivere tra loro e come loro, solidale con loro, perché così era vissuto il Signore Gesù. San Francesco divenne in questo modo il santo della gente, del popolo. Ma egli fu anche molto amato e ben-voluto dai ricchi e dai potenti della terra, ai quali, con l’esempio della vita e la forza della parola evangelica, ricordava costantemente le grandi responsabilità che hanno verso quanti sono stati meno fortunati di loro.
Quale amante della pace vera, primo dono della Pasqua che abbiamo appena celebrato, il santo d’Assisi non poteva rimanere indiffe-rente di fronte alle guerre e ai mille conflitti, che a quel tempo laceravano i Comuni italiani. Ovunque passava, offriva la sua parola per ricomporre i dissidi e riportare l’armonia nella convivenza umana. Una convivenza fondata sulla certezza che, come figli di un unico Padre, siamo chiamati a formare una sola famiglia, in cui ciascuno è responsabile della felicità dei propri fratelli. È qui che per san Francesco trova fondamento la continua ricerca del dialogo con tutti e l’impegno ad accogliere la diversità come una ricchezza che l’altro ci offre.
La consapevolezza che una tale fraternità non può che nascere dal mettersi a servizio gli uni degli altri, fu la vera sapienza del Poverello di Assisi ed è la grande eredità che egli ci ha lasciato.
È questo il messaggio che in ottocento anni, partendo da questa terra abbiamo cercato di portare a tutti. Qui in Italia, dove ogni fran-cescano ritrova le proprie radici, la nostra Famiglia è sempre stata rigogliosa e ha annoverato tanti santi e sante, tanti uomini e donne illustri che, ispirandosi a san Francesco d’Assisi, hanno amato profondamente questa terra. Accanto a questi, però, vorrei ricordare l’infinita moltitudine di quanti in questi otto secoli, seguendo l’ideale francescano nella vita religiosa o in quella secolare, hanno of-ferto la loro testimonianza in maniera silenziosa, stando accanto alla gente semplice e aiutando questa nazione a crescere e a formarsi in quei grandi valori che sono anche alla base della sua Carta costituzionale. Possa questo felice rapporto tra il popolo italiano e la Famiglia Francescana rimanere sempre vivo e vitale, come è stato fino ad oggi. Che san Francesco, patrono d’Italia, benedica e pro-tegga sempre con speciale amore ogni italiano e oggi, in particolare, questa benedizione scenda copiosa sui cittadini degli Abruzzi, che sono stati così duramente colpiti dal terremoto: sia per essi motivo di consolazione per le sofferenze che stanno sopportando e di speranza per il futuro che si apre dinanzi a loro.
FR. JOSÉ RODRÍGUEZ CARBALLO, OFM
Ministro generale e Presidente di turno
Data: 18-04-2009 - Descrizione: Intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione dell'incontro con una delegazione delle Famiglie Francescane nell'800° anniversario di fondazione dell'Ordine --
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO IN OCCASIONE DELL’INCONTRO CON UNA DELEGAZIONE DELLE FAMIGLIE FRANCESCANE NELL’800° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE DELL’ORDINETenuta di Castelporziano, 18 aprile 2009 :
<<Celebrate in questi giorni una ricorrenza di straordinaria importanza e significato, soprattutto perché potete testimoniare che, a distanza di otto secoli, rimane vivo più che mai il messaggio del Santo, l’esempio del Santo. Più vivo che mai anche oggi, in questo mondo, di fronte a un indubbio, allarmante decadimento dei valori spirituali, umani e morali incarnati dalle scelte di vita e dalla predicazione di San Francesco.
Ma non sono stati forse precisamente questi fenomeni e i comportamenti che ne sono derivati a rappresentare una delle cause della crisi che oggi affligge le nostre economie e le nostre società? Parlo di comportamenti dettati dall’avidità, dalla sete di ricchezza e di potere, dal disprezzo per l’interesse generale e dall’ignoranza di valori elementari di giustizia e di solidarietà. E, perfino, quando oggi pensiamo all’Abruzzo e soffriamo per le vittime e per i danni provocati dal terremoto in Abruzzo - certamente un evento naturale, imprevedibile e non evitabile da parte dell’uomo - non possiamo non ritenere che anche qui abbiano contato in modo pesante e abbiano contribuito alla gravità del danno e del dolore umano che si è provocato, anche questi comportamenti di disprezzo delle regole, di disprezzo dell’interesse generale e dell’interesse dei cittadini.
Voi siete dovunque nel mondo oggi e portate, molti o pochi che siate, in ogni singolo paese il seme della vostra fede, la testimonianza dei valori francescani.
Ma io vorrei qui soprattutto sottolineare il grande valore del vostro attaccamento all’Italia: non a caso voi rappresentate gli Ordini e le Famiglie che portano il nome del Santo Patrono d’Italia. Siete profondamente legati a questa terra, a questo popolo e dovunque voi portate il vostro grande messaggio di pace e di solidarietà, di cui c’è più che mai bisogno, c’è sempre bisogno. Di qui l’attualità del messaggio di Francesco. Lei ricordava “le guerre e i conflitti che insanguinavano l’Italia e i comuni italiani all’epoca di San Francesco”: purtroppo le guerre cambiano di natura o cambiano di dimensione, ma non vengono mai cancellate, ancora continuano a flagellare il nostro mondo, a cominciare dalla Terra Santa, e, possiamo dire, in modo più generale e ampio, mai cessano i pericoli di guerra.
Pace e solidarietà dovunque nel mondo, pace e solidarietà per l’Italia. Noi abbiamo bisogno - credo di poterlo dire a nome del Paese e del popolo che ho l’onore di rappresentare - della vostra presenza: noi abbiamo bisogno della vostra opera, noi abbiamo bisogno del vostro impegno a portare avanti valori che anche nel nostro Paese debbono essere continuamente rinnovati e continuamente trasmessi>>.